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La Voce di Rovigo – 06 febbraio
2010
Poetico, ironico e “nostrano”:
Natalino Balasso dà spettacolo
PORTO VIRO Il famoso comico portotollese incanta il Trieste
di Guendalina Ferro
Grande successo per la grande interpretazione artistica del
comico portotollese Natalino Balasso, al teatro Trieste, con La tosa e
lo storione, lo spettacolo che racconta con ironia pagine di storia del
Basso Polesine.
Finalmente uno spettacolo interpretato da un personaggio polesano, che
parla del nostro territorio, il Delta del Po. Natalino Balasso,
è anche questo. Un portotollese doc, che si presenta sul palco
del teatro Trieste, come un pescatore appena ripulito dopo il rientro,
in maniche di camicia bianca, pantaloni e stivali di gomma, e che
inizia il suo spettacolo accendendo nell’oscurità del
secondo appuntamento della rassegna teatrale portovirese, la lanterna
appesa ad uno scheletro di barca.
Natalino comincia il suo monologo tragicomico affidandosi soprattutto
alla parola e alla sua capacità di evocare luoghi e sentimenti
della sua, nostra, terra, richiamando e descrivendo vecchie storie
nell’ambientazione tipica bassopolesana, sullo scano, con la
nebbia e i silenzi rotti dalla presenza di uno dei tanti volatili
tipici del Delta, tra gli arnesi tipici dle pescatore, sparsi sullo
scano. Nello spettacolo ambientato negli anni trenta,
l’autore-attore, è riuscito a rapire il pubblico deltino
raccontando eventi realmente accaduti, arricchiti da riferimenti
precisi e minuziosi, della tradizione popolare polesana, che fanno
trasparire l’enorme lavoro di ricerca effettuata
dall’autore che l’hanno portato a realizzare il monologo La
tosa e lo storione. Uno spettacolo, che non si può riassumere
per le storie diverse citate, alla fucilazione di Ciceruacchio alla
pesca dello storione, dalle poesie introvabili del poeta rodigino Gino
Piva al finale tragico, dell’omicidio della Tosa. Quasi due ore
di spettacolo, che hanno mantenuto l’attenzione costante di un
pubblico che non si è annoiato, anzi, ha ricordato e
rispolverato le tradizioni, le citazioni di usi e costumi, ora cambiati
nel tempo, ma sempre vivi nella cultura polesana. Un pubblico che ha
dimostrato a Natalino l’affetto polesano, attraverso lunghi e
calorosi applausi. Al termine dello spettacolo, l’artista
originario di Porto Tolle, ha salutato con un simpatico “Ciao
contarinanti” e si è contraddistinto per la sua
cordialità e la sua gentilezza, firmando autografi e
concedendosi per le foto con i fan.”.
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