Il Resto del Carlino - 30 Giugno 2007
Musica e poesia
La comicità di Balasso e i versi di Gino Piva a ritmo di blues
di: Carlo Cavriani
Due realtà diverse ma con molti punti di contatto: la poesia dialettale del polesano Gino Piva e il blues americano. La vita nei campi, le lotte bracciantili dei primi del Novecento e la musica degli sfruttati, dei neri d’America. Una scommessa vinta quella dell’attore Natalino Balasso che, abbandonata per un attimo la sua maschera di comico, ha voluto rendere omaggio ad uno dei maggiori poeti e scrittori polesani del Novecento. Giovedì sera la sua esibizione in piazza Vittorio Emanuele a Rovigo, accompagnato dall’ottimo chitarrista Valter Tessaris (piemontese di nascita ma polesano d’adozione), ha aperto con successo la ventesima edizione del Deltablues, la ormai storica rassegna musicale, una delle più importanti nel panorama nazionale, in programma fino a domani a Rovigo. Un’ora di spettacolo nel corso del quale Balasso ha provato anche a cantare a ritmo di blues le poesie di Piva, favorito in questo dalla musicalità del dialetto polesano. “Morendo una lingua non muore solo il modo di chiamare le cose, muoiono le cose”, diceva lo scrittore Luigi Meneghello. Balasso ha tentato dunque di rendere attuale un linguaggio antico fatto di filastrocche, storie di vita vissuta, caratterizzato dall’alternarsi di momenti d’euforia ad altri melanconici. Il delta del Po, assimilabile a quello del Mississippi, un legame sempre più stretto, grazie al Deltablues.
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