Teatro >> recensioni >> Miti, leggende e bufale

 

natalinobalasso.net

 

 

Recensioni di "Miti, leggende e bufale "

Il Piccolo - 19 Dicembre 2006
Conferenza-spettacolo di Travaglio e Balasso, tra inchiesta e comicità
di: Alberto Rochira

Non servono caricature nè fantasiose iperboli per far satira nel Bel Paese oggi. Basta raccontare la verità, contro le tante menzogne in circolazione. L’ha capito la “strana coppia” Natalino Balasso-Marco Travaglio, che al Nuovo di Udine è approdata con la conferenza-spettacolo “Miti, leggende e bufale”, lavoro di cesello sul rapporto tra attualità e mito, alimentato tra la portentosa alchimia che risulta dall’incontro tra vis comica (Balasso) e documentato giornalismo d’inchiesta (Travaglio). Le battute in realtà ci sono, e arrivano come un fuoco di fila sulla platea, scatenando risate. Fragorose quando il “rustico” Balasso, con il suo irresistibile accento veneto, fa da spalla e controcanto alle aggiornate confessioni di Travaglio, ma anche quando si produce in divertenti assoli sull’infanzia di Gesù dai Vangeli Apocrifi, o sul mito greco del piccolo Paride salvato dal pastore, suo potenziale killer.
Risate a denti stretti, invece, per i racconti al vetriolo di Travaglio, impegnato a rispondere ai quesiti del candido partner e agli sms inviati in diretta dal pubblico. Nessuna rivelazione, ma solo la descrizione senza censure di molte facce e vicende inquietanti dell’attualità italiana, a caccia d’inganni e ombre che s’allungano anche nel presente. Dai dibattiti televisivi modello Vespa, “in cui se c’è uno che dice la verità, allora per contratto ci deve stare anche uno che dice una bugia”, alla pratica pseudogiornalistica del “diversivo”, per evitare di parlare delle cose che contano, sommergendo il pubblico con la melassa dell’info-tainment, tra “oroscopi, delitto di Cogne, angoli cottura e servizi dell’assolutamente ovvio”.
Pezzi forti di Travaglio: il caso della Commissione Mitrokin, protagonista Scaramella e il “polonio delle libertà”; lo scandalo delle scalate bancarie, tra “furbetti del quartierino”, supertestimoni usciti dal nulla, e faticosi pellegrinaggi estivi alla villa di Berlusconi di deputati e finanzieri muniti di “cactus” per il cavaliere. Il succo amaro di una comicità che è un distillato di fatti puri.