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Recensioni di "La bisbetica domata "

Eco di Biella – 19 aprile 2010
Balasso ora sceglie Goldoni
Ha presentato una "bisbetica" raffinata e divertente
di Renato Iannì


La bisbetica domata di William Shakespeare giovedì scorso ha chiuso a Cossato la stagione teatrale in abbonamento, curata da assessorato alla Cultura e Contato del Canavese.
Raffinata e divertente, l’edizione curata dall’Accademia del teatro in lingua veneta e dal Teatro Stabile di Verona fonde in armonia trecento anni di storia del teatro, dalla Commedia dell’Arte a Shakespeare, da Ruzante a Goldoni.
Alla Commedia dell’Arte e al Ruzante appartiene l’uso di una lingua e di un atteggiamento fortemente popolari, di cui si fa interprete Natalino Balasso, nei duplici ruoli di Trufo e poi di Petruccio, indossati con irruente e misurata adesione a ogni pulsione, in cui l’istinto domina sull’ipocrisia, in cui l’astuzia, nata dall’esperienza, domina su ogni teorizzazione razionale.
Unico interprete maschile in una compagnia dominata dalla presenza femmnile, Balasso rappresenta la rudezza maschile, idiota e rassegnata nel popolano Trufo, irruenta e consapevole nel nobile Petruccio; la sua presenza genera il perno attorno a cui ruota l’azione, ma non esaspera i ruoli, né straripa, sommergendo di sé altri interpreti e personaggi: felice conferma del nostro teatro. Abile antagonista è Steafania Felicioli, nel ruolo di Caterina, che l’attrice veneziana asseconda nella sua metamorfosi, da bisbetica a docile compagna, armonizzando ad arte grinta e rassegnazione, furia e dolcezza.
Un “brave!” alle interpreti che si sono alternate in ruoli corali e individuali, spesso anche maschili, assecondando il raffinato disegno della regia di Paolo Valerio, tutte da ricordare e applaudire: Marta Meneghetti, Carla Stella, Lucia Schierano, Linda Bobbo, Antonella Zaggia, Camilla Zorzi, Silvia Masotti e Ursula Joss al pianoforte.
Un discorso a parte meriterebbe il ruolo di Piermario Vescovo, il traduttore, che ha strappato a Shakespeare questo gioiello per regalarlo al Veneto della Commedia dell’Arte e di un Goldoni che traspariva dagli abiti della raffinata cura dei dettagli, che il nostro  “coro” presentava con concertata eleganza.
A fine spettacolo, in una breve intervista, Balasso ha anticipato i suoi prossimi impegni, tra cui I rusteghi di Goldoni, con la regia di Vacis e interpreti del calibro di Eugenio Allegri e Juri Ferrini. Continua il viaggio nelle lingue popolari e nel teatro d’autore.