Recensioni di "La bisbetica domata "
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Il Gazzettino – 18 luglio 2009 L’insolito allestimento, che da debuttato al Teatro Romano nel programma del 61° Festival Shakespeariano, è frutto di un lavoro accurato di traslazione in lingua “grassa” o familiare dell’opera del Bardo realizzato da Piermario Vescovo, che assiema a Paolo Valerio è anche regista. E l’esito è davvero una “commedia piacevole”, che restituisce con il vigore di una lingua “familiare e rustica” – un dialetto veneto meticcio di parole e inflessioni multiformi, dalle calli in laguna alla campagna del Polesine – il brio di un plot giocato su astuzie, sentimenti, miserie e nobilità, sussurri, schermaglie tra bisbetici. Rovesciando il must del teatro elisabettiano, che imponeva attori maschi anche per le parti femminili, lo Shakespeare in salsa veneta viene proposto con il solo Balasso beatro tra 9 donne, che recitano anche le parti maschili. Il personaggio di Petruccio (ma anche quello di Cristoforo nell’incipit) è stato ritagliato su misura per le caratteristiche fisiche e vocali dell’attore che restituisce una simpatia un po’ gretta ma allo stesso tempo schietta e onesta. In questo senso è forse scontato il rimando alla tipologia di caratteri che Balasso impersona nei suoi ruoli da veneto verace, ma sembra gradito al pubblico, che al Teatro Romano gli ha riservato più di un applauso a scena aperta. E’ più misurata, ma efficace, la bisbetica Caterina di Stefania Felicioli, che finisce per ispirare una forte simpatia umana e che duetta con il protagonista maschile con piglio vigoroso e stringente. Tra le attrici che ruotano attorno alla vicenda, impersonando maschi e femmine, si segnalano in particolare Lucia Schierano nei panni del servo Grumio e Antonella Zaggia, che fa valere un parlato dialettale molto plausibile come Ortensio, pretendente di Bianca. Meno caratterizzate e più leggere, ma comunque positive le performance di Linda Bobbo, Ursula Joss, Silvia Masotti, Marta Meneghetti (che è la sorella non bisbetica, Bianca, un po’ civetta e opportunista), Carla Stella e Camilla Zorzi. Curioso l’innesto dell’illustratore Gek Tessaro, che dal vivo disegna e muove lo sfondo di scena. |