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Recensioni di "La bisbetica domata "

Il Gazzettino – 02 aprile 2010
Nove donne e un ubriaco
Prosa al Sociale - Balasso vince la scommessa
di A.S



“La Bisbetica Domata” intriga, diverte, strappa innumerevoli sorrisi e applausi durante e al termine dello spettacolo. Un vero successo per l’opera di William Shakespeare –al Sociale nell’ultimo atto della stagione di prosa – firmata dalla regia di Paolo Valerio e Piermario Vescovo “recitata in lingua familiare e rustica da nove donne e un ubriaco”. Interamente in dialetto –tradotta dall’inglese dallo stesso Vescovo, è interpretata dal noto attore e comico Natalino Balasso e da nove straordinarie attrici del Teatro Stabile di Verona e dell’Accademia del Teatro in lingua veneta. Una lingua che regala un valore aggiunto alla commedia shakespeariana rendendola divertente, briosa e mai volgare, popolare. A tratti, pare di trovarsi tra Verona e Padova, luoghi dove si svolge la storia, tanto è reale la parlata che avvicina lo spettatore quasi a renderlo co-partecipe della scena. Un coinvolgimento che accade realmente soprattutto durante la scena del matrimonio tra Petruccio e la “Cate” Caterina, quando il signore scaligero (Natalino Balasso) e il suo servo fanno irruzione a sorpresa tra il pubblico e recitando alcune battute direttamente dal palco. Lo spettacolo, a tratti maschilista, è dominato invece da eccellenti quanto camaleontiche donne (novità rispetto al teatro shakespeariano dell’epoca dove le signore non potevano salire sul palco) che comandano la scena vestendo con nonchalance panni femminili o maschili a seconda dei personaggi. Menzione a parte per un Natalino Balasso “rustego” che con la sua verve, simpatia e presenza fisica sa rapire l’attenzione e dominare con maestria la scena per oltre due ore. Risate e applausi la fanno da padroni premiando gli attori e la scommessa della recita in dialetto di una storia, scritta alla fine del 1500, immaginata tra le due piazze importanti del nostro Veneto dove, sono cambiati i tempi, ma la parlata rimane, seppur con diverse sfumature, sempre la stessa. (A.S.)