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Recensioni di "Fog Theatre "

L’Arena di Verona – 26 novembre 2009
Balasso ha superato la seconda prova
Il dialetto veneto, quasi un paradosso. Un gioco comico e intelligente, che non annoia mai
di Alessandra Galetto

Il “format” inventato da Natalino Balasso con il suo “Fog Theatre” funziona e alla sua seconda prova si rivela più compatto e grintoso, riscuotendo un grande successo di pubblico, arrivato numeroso al teatro Alcione per seguire lo spettacolo proposto dall’attore veneto e da un cast di quattro attori (Liyu Jin, Marta Meneghetti, Nicolò Todeschini e Andrea Pennacchi) che seguono bene il ritmo vivace dello spettacolo, per un insieme di scoppiettante, vivacissima ironia.
La proposta di Balasso coglie dunque nel segno: il secondo dei quattro venerdì in calendario con “Fog Theatre” (ancora il 27 novembre e il 4 dicembre, sempre alle 21) mostra come, pur seguendo uno schema unico, ciascuna di queste proposte sia indipendente, e lo spettatore possa tornare più volte senza alcun rischio di annoiarsi.  Balasso infatti, rifuggendo dalla comicità oggi più in voga (ma forse anche ormai un po’ scontata) legata all’attualità socio-politica, fa ridere con quella comicità genuina che nasce sia dal gioco linguistico (il dialetto veneto diventa uno strumento del paradosso, senza alcuna connotazione provincialistica, ma con intelligente gioco linguistico per cui la lingua veneta è prima di tutto lingua della comicità) e con l’invenzione di alcune figure che paiono “estratte” dal quotidiano dell’esistenza.