L'Unione Sarda - 29 Aprile 2005
Balasso, come ragionare (bene) ridendo
di: Giuseppe Cadeddu
La maga Circe trasformava gli uomini in porci...conosco due o tre ragazze che sanno fare altrettanto: non c'è bisogno di essere maghe. I miti, gli archetipi, Omero e la tradizione, la storia antica tra leggenda e realtà, per Natalino Balasso sono (anche) lo spunto per far ridere. Ma chi l'altra sera ha varcato la porta del teatro Alfieri di Cagliari pensando di trovarsi davanti uno spettacolo di personaggi visti in tv (dall'attore di film porno allo sconclusionato operatore di pc, all'autista di taxi), ospiti a Zelig, come nelle trasmissioni della Gialappa's, ha valutato male.
Vero che la rassegna allestita dall'associazione Shannara s'intitola Comici & Comici, ma sarebbe stato troppo facile per l'attore rodigino metter su un collage di macchiette e riproporre dal vivo una addizione di battute da tre minuti ciascuna delle gag televisive.
Natalino Balasso sa distinguere i mezzi, il teatro è teatro e la televisione è un'altra cosa. Al pari di altri autori (qualche esempio: Antonio Albanese, Gioele Dix...) mette in scena un monologo articolato che è racconto e riflessione, boutade comica e ironia intelligente, nell'interpretazione, questo sì, del carattere che lo ha reso popolare, il ragassuolo padano dalla cadenza marcata a metà tra quella veneta del Polesine e il bergamasco.
Lo spettacolo Ercole in Polesine, ovvero il mito greco tra i fumi della Val Padana ha un testo che può essere diluito da un'ora e trequarti fino alle due ore e mezza, ed è un'antologia di storie mitiche: due riguardano gli dei, due gli eroi, due gli uomini.
Preciso e persino didascalico, sebbene irresistibile per via della pronuncia sibilante e quasi afasica, Balasso percorre millenni di vicende fantastoriche, tra Zeus ed Era, Tiresia ed Ercole, gli Argonauti e Ulisse, Orfeo e Paride, dove gli dei sono quelli che fanno un po' quello che vogliono, gli eroi sono per definizione l'elemento sacrificale, gli uomini in balia del destino. Così c'è il dramma di Efesto che con tutta la malasorte addosso non può neppure suicidarsi perchè è un dio immortale, oppure Elio che promette al figlio Fetonte per il 18° compleanno di fargli condurre il carro del sole e non può rimangiarsi nulla perchè un dio non è mica un presidente del Consiglio o ancora ecco una Penelope, come donna giustamente preoccupata, perchè Ulisse esce di casa dicendo vado a Troia, mi trattengo qualche giorno.
Nessuna morale, nè ricerca, nè lezione. Ci mancherebbe. Natalino Balasso, che dello spettacolo è autore e regista, di professione fa il comico. Con Ercole in Polesine decide di farlo in maniera non banale, abdicando agli spot tv e con un monologo divertente e di sostanza. L'intento, riuscito e per niente celato, è quello di ragionare ridendo. E scoprire così che nei miti millenari c'è in realtà tutto l'oggi: i vizi e le virtù, le passioni e i drammi, le laceranti divisioni e i ricongiungimenti, la menzogna come l'inganno, le vittime e i carnefici, le logiche del cinismo e le ragioni del cuore.
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