La Gazzetta di Reggio - 22 Febbraio 2005
Risate mitiche con Balasso
In Rocca, il comico ha presentato "Ercole in Polesine": grande successo nel teatro gremito
di: Vittorio Ariosi
Novellara. Solo, sul palcoscenico disadorno, con appena un drappo di velo in un angolo a far finta di essere la nebbia, il comico e scrittore Natalino Balasso domenica sera ha divertito il teatro della Rocca, gremito, con il monologo, molto liberamente ispirato alla mitologia greca, Ercole in Polesine, ovvero il mito greco tra i fumi della val padana.
Per circa due ore, con il suo curioso accento fra il veneto e il bolognese, senza tirare fiato, mescolando l'affabulazione con battute a raffica, più volte applaudito a scena aperta.
Al termine della lunga performance e dopo l'applauso lunghissimo finale, ha dovuto comunque fermarsi e raccontare alcune altre storie divertenti, perchè il pubblico rimaneva seduto e non accennava proprio ad andarsene... pretendendo nuove risate.
In apertura Balasso ha iniziato il suo apprezzato monologo spiegando che nei nomi c'è spesso un significato esplicito: febbraio, ad esempio, è per forza il mese della febbre; Polesine significa terra con molti vuoti, con un evidente riferimento all'amore per il vino dei suoi abitanti.
Dopo un accenno poetico alla nebbia padana, che sfuma e nasconde in fondo la stessa realtà, e ti accorgi che esiste quando ti schianti contro un tir, Natalino Balasso è ritornato indietro, molto indietro nel tempo.
Ricordando fra l'altro ch l'alfabeto è stato inventato dai Fenici, un popolo mediorientale: Ma non ditelo a Bossi, perchè se lo viene a sapere diventa una bestia
Venedo alla mitologia greca, ha sottolineato come ogni religione rispecchi il suo tempo e ogni civiltà crei gli dei a propria immagine e sommiglianza. Ha parlato, sempre infarcendo il tutto con battute esilaranti, dell'età matriarcale, e ancora della dea madre, dell'età patriarcale, di dei, eroi e uomini; delle avventure di Ulisse e del viaggio degli argonauti impantanati con Ercole nelle basse nebbiose del Polesine.
Proponendo così una rilettura spassosa dei miti greci.
Con arditi assai paralleli, come ad esmpio: E' vero che Circe trasformava gli uomini in maiali,ma per le donne avvenenti non è affatto difficile: conosco due ragazze conclude Natalino che lo sanno fare benissimo, meglio di Circe.
Anche l'amore non cambia mai, ha detto citando Piero Angela; ancora si divide in tre fasi: la passione, l'affetto e (anche se per fortuna non sempre) lo scardinamento dei testicoli.
Balasso si era proposto di far ridere senza parlare di Berlusconi, ma una battuta gli è scappata.
Parlando di Elio, il Sole, che si era pentito di una promessa fatta a Fetonte, ha detto: Ma le promesse lui le doveva mantenere, era un dio, non era mica il Presidente del Consiglio.
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