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Viaggiatori di pianura
Tre storie d'acqua

Viaggiatori di pianura è una partitura per sopravvissuti. Un vagone ferroviario che diventa l'insolito punto d'incontro fra strade e destini avvincenti.
Non abbiamo soltanto tre storie d'acqua, ma anche tre generazioni a confronto: una signora di 70 anni, un musicista di 50 anni e due ragazzi di 20 anni. L'alta velocità li fa incontrare e ne sollecita i racconti che hanno un punto in comune: l'acqua che sommerge il presente, lo spiana per costruire un futuro che, loro malgrado, sarà un futuro di fortune.

Ho scritto questo testo con Gabriele Vacis e mi ritrovo a lavorare con lui dopo tre anni, abbiamo pensato di definire le tre storie, scrivendo in tre stili diversi. L'alluvione del Polesiine è un racconto in bianco e nero, coi toni del neorealismo e della commedia all'italiana. L'uragano Katrina è una lunga canzone blues, che si colora del gergo dei musicisti neri degli anni '70, anche se si colloca nel terzo millennio. L'avventura dello Tsunami è vista attraverso il filtro pittorico dei fondali dell'Oceano. E la pittura accompagna un po' tutto l'apparato visivo dello spettacolo con la rielaborazione, da parte di Lucio Diana, delle visioni di Pollock e di Keith Haring. L'accurato lavoro di Roberto Tarasco, veste scenofonicamente i racconti con la consueta sensibilità stilistica.

Nei racconti si fa strada un pensiero che è quasi una certezza: sempre più, quando si parla di catastrofi naturali, ci viene in mente la così detta teoria della "shock economy" prospettata dalla giornalista canadese Naomi Klein, che ci racconta di come l'economia che conta utilizzi cinicamente anche i disastri come grandi opportunità per la crescita economica.