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Due parole ai giornalisti
| Gentili amici giornalisti. Leggo spesso cose sbagliate sul mio conto, ma non ho definitivamente perso la speranza nei confronti del fatto che i giornali possano, oltre a vendere gadget, anche informare. Spesso di me si dice che sono un cabarettista (e non è vero) che faccio satira (e non è vero) che sono un comico televisivo (e non è vero) che appartengo al mondo dello spettacolo (e non è vero) che sono un comico di Zelig (e non è vero). Perchè non scrivere semplicemente Natalino Balasso, comico? Ci lamentiamo che i giornali non danno spazio per scrivere, ma allora perchè sprecare spazio per scrivere cose non vere? Per i giornalisti (e so che ce ne sono tanti) che sono curiosi di sapere la verità, ho scritto qualche nota qui di seguito. PERCHE' NON APPARTENGO AL MONDO DELLO SPETTACOLO: Forse appartengo al mondo dell'arte, della comicità, del teatro, non lo so, ma di certo non a questa cosa che si chiama "mondo dello spettacolo", che significa più che altro cene organizzate da papponi per spingere dei puttanieri a far lavorare delle prostitute. Chiunque voglia può incontrarmi al supermercato a fare la spesa, falcio l'erba del prato e vado all'Ikea con mia moglie. Passo le mie notti a scrivere e a leggere quando non sono in teatro. Sulle barche del "mondo dello spettacolo" non ci voglio salire. PERCHE' NON FACCIO SATIRA: La satira è un genere di comicità molto antico. C'è gente molto brava a fare satira e questo genere non attiene solo alla parte attoriale del comico, ma coinvolge in pieno anche la parte autorale. Un comico che fa satira è principalmente un autore di satira. Si tratta di un campo specifico per il quale sono necessarie un'ottima preparazione in tema politico, sociale e per il quale bisogna essere assai informati. Per fare satira non basta sfottere qualche personaggio politico, si tratta di una funzione della critica, che agisce a livelli più profondi. Non mi sono mai sentito portato per la satira, perchè non mi sentirei migliore delle persone che andrei a criticare. La satira è cambiata negli anni, ma di sicuro non è mai stata o è stata molto di rado un'arma del popolo contro i potenti, di solito gli importanti autori di satira sono a loro volta piuttosto potenti, per lo meno economicamente. Diciamo che di solito la satira è un'arma contro alcuni potenti, ma di rado è un'arma contro il potere. Non ho mai sentito di un governo rovesciato dalla satira, è più facile che accada il contrario, anche se qualcuno pensa che gli autori satirici siano pericolosi. PERCHE' NON SONO UN "COMICO TELEVISIVO": L'espressione "comico televisivo" è di per sé un'aberrazione linguistica. Ammesso che esista il comico televisivo, dovrebbe essere definito come tale solo chi svolge la sua attività di comico esclusivamente in televisione. Ho calcolato i minuti nei quali sono apparso in televisione nei diciott'anni della mia attività di comico e di attore: In tutta la mia vita sono apparso in televisione per il tempo corrispondente alla durata di una settimana del programma di Marzullo. Una settimana di televisione in vent'anni di carriera non basta davvero a definirmi "televisivo". Ci sono politici che appaiono molto più a lungo di me, perchè di essi non si scrive che sono politici televisivi? E il papa? di lui non si dice mai che è un papa televisivo. Ecco perchè io, che appaio in tv molto meno di questa gente, non posso essere definito un comico televisivo. PERCHE' NON SONO "TARGATO": Non c'è espressione più sbagliata di quando i giornalisti di me scrivono "Un comico targato Zelig" o "un comico targato mediaset". Io non sono affatto targato, lavoravo dieci anni prima di andare in televisione e continuerò a lavorare dopo. Non parliamo proprio di Zelig, che mi ha visto impegnato in 2 dei miei 18 anni di carriera, così come per 2 anni ho lavorato con la Gialappa's band . Il mio lavoro è fare il comico, per lo più in teatro, quello che mi spinge è la curiosità di nuove sperimentazioni e non ci sarà trasmissione, televisione o gruppo nel quale mi vedrò definitivamente identificato. Qualcuno obietta che bisogna essere riconoscenti nei confronti della televisione perchè ti rende famoso, be', io credo che anche la televisione debba essere riconoscente a me. Io, per quanto mi riguarda, sono più riconoscente nei confronti di chi mi insegna qualcosa che nei confronti di chi mi dà visibilità guadagnandoci mooolto più di me. PERCHE' NON FACCIO PUBBLICITA': Forse ho un modo particolare di intendere il mio mestiere. Penso che un artista che utilizza le sue capacità artistiche per promozionare dei prodotti, debba almeno conoscere e apprezzare a fondo quei prodotti. Altrimenti mi sembra che tutto serva a plagiare le persone, che sentiranno più simpatico il prodotto se gli è simpatico l'artista che lo promoziona. Qualcuno obietterà che la pubblicità offre molti soldi, ma se è per questo, anche la mafia offre molto. PERCHE' NON FACCIO CABARET: Il cabaret è un luogo fisico e precisamente un locale. Il cabaret in Italia è inteso come un genere di facile comicità, per lo più basato su di una successione di battute, non necessariamente legate da un filo logico, che deriva dall'avanspettacolo. Il cabaret è un genere che non mi appartiene. Spesso si fa confusione tra Comicità e Cabaret. Il cabaret è una piccola sfumatura della comicità e attiene principalmente al luogo in cui si svolge lo spettacolo. Il cabaret fondamentalmente è un varietà che si svolge in un locale nel quale si mangia e si beve. Ritengo che si tratti di una bassa forma d'arte, oggi in Italia, in quanto il pubblico non è in quel luogo per vedere uno spettacolo, ma per mangiare e bere e lo spettacolo si risolve in una serie di barzellette o di battute. La realizzazione di programmi ripresi in un locale per cabaret ha dato luogo a quell'orrendo ibrido che viene definito "cabaret televisivo". Di un comico molti giornalisti, sbagliando, scrivono "cabarettista", senza andare a controllare se effettivamente quello che il comico fa, sia di genere cabarettistico. Tant'è che solo in Italia avviene l'identificazione tra comicità e cabaret, mentre nel resto del mondo, i locali di cabaret, sono posti in cui ci sono per lo più spogliarelli, con qualche comico di contorno. E' chiaro che possono esistere forme "nobili" di cabaret, ma la definizione è sempre relativa al luogo in cui si svolge lo spettacolo, ad esempio, a mio avviso Lenny Bruce negli anni '70 in America, non faceva cabaret, faceva satira nei locali di cabaret. Dire che tutti i comici fanno cabaret, sarebbe come dire che tutti i musicisti suonano il liscio (con tutto il rispetto per il liscio, genere apprezzabile ma non universale). Una voce abbastanza precisa sulla storia dei locali per cabaret in Europa, a partire dal '900, è contenuta in wikipedia. |