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Livello di guardia : recensioni

24 Maggio 2007 - varesenews.it

La campagna, il Po e la gente nel "romanzo umido" di Natalino Balasso
di Fabiana Spozio

Varese - Giovedì sera ad Amor di libro risate e applausi per l'attore veneto, che ha presentato al pubblico il suo ultimo libro, Livello di guardia.
« Non esistono “libri comici”. Al massimo ci sono i libri umoristici, alla Palazzeschi, e i libri dei comici, che raccolgono le loro battute». Natalino Balasso (in foto), comico veneto, ma anche attore teatrale e autore, non ci sta ad essere definito con uno stereotipo, in un'epoca da macchiette televisive. E per dimostrare che il suo nuovo libro, Livello di guardia, è tutto tranne che un “romanzo comico”, come alcuni giornalisti lo hanno definito («Il problema sono proprio i giornali: per informare bisogna essere informati!»), niente di meglio di una chiacchierata sotto il tendone di Amor di libro. Sanguigno, diretto e ironico, Balasso ha scherzato e raccontato il romanzo, leggendone diversi passi ad alta voce, in compagnia di Andrea Campane, funzionario dell'assessorato alla cultura del Comune di Varese ma soprattutto suo affezionato lettore. Livello di guardia, ambientato nel Polesine, non si lascia ingabbiare nei generi letterari, ed è un “romanzo umido”.

«Chi abita vicino alle fonti d'acqua ha un senso dell'orientamento diverso da chi abita in città. Il fiume o il mare è un confine reale, un punto fisso di riferimento senza cui si perde... Mi piace che nel mio romanzo si senta il rumore del fiume, va di pari passo con lo stato emotivo della storia». Una storia che ci parla del delta del Po, della campagna, dei piccoli paesi di provincia, con i suoi personaggi e le sue manie: quattro case, un bar, una stazione dei carabinieri, una chiesa. «In realtà quello che conta è la gente che abita i posti, non i posti – dice Balasso citando un passo del suo libro – il delta del Po è uno di quei posti dove le cose non sono mai cambiate. La vita di campagna si è fermata nel tempo. Una vita omologante? Non direi, oggi è molto più omologante la tv, tanto che non sappiamo più parlare italiano, al massimo parliamo in romano o milanese televisivo...»
Molto amato da Balasso è invece il dialetto: «Il dialetto è più ricco, ci aiuta ad esprimerci in modo più elaborato, paradossalmente una volta si pensava fosse banale». Non è un caso che tra le passioni dell'autore ci sia Luigi Meneghello, scrittore di “Libera nos a malo”, considerato dai critici uno dei maggiori libri del Novecento italiano e interpretato in scena anche a Varese dallo stesso Balasso. A cui resta una certezza: «Noi siamo fatti delle parole che leggiamo».