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Livello di guardia : recensioni

Diario: 23 marzo 2007

Un noir si avventura, tra nebbia e avidità,nel Polesine
PROFONDO NORDEST

di Pietro Cheli

Siamo in un paesino del Polesine, su uno dei rami del Po “che sono sette, come i colli di Roma, le meraviglie del mondeo e i vizi capitali”. Tutto è fermo e potrebbe restarlo anche all’infinito se non fosse che piove, piove, piove molto. E quando piove l’argine rischia di cedere, mostrando film sempre terribili, benché visti e rivisti.
Un mondo sospeso “tra dialetto e globalizzazione”, come suggerisce l’aletta di copertina, dove la nebbia non riesce a nascondere l’avidità contagiosa né i capannoni mostruosi: capita nei “paesi, e tanti se ne vedono nel Nordest, che si vergognano di essere paesi”. Natalino Balasso è bravissimo a tessere l’atmosfera in cui cala le diverse storie sulle quali è articolato questo mosaico noir scivolando con ironia sui luoghi comuni. C’è il figo locale –“l’amante padano” per capirsi meglio – “troppo occupato a rendersi appetibile per perdere tempo in dettagli secondari, come per esempio, elaborare un ragionamento”,c’è chi “in cambio di guadagni molto discutibili si offre di metterci la faccia” e fa il prestanome di affari loschi, c’è l’imprenditore, anzi ce ne sono diversi, senza scrupoli, c’è la giornalista smaliziata, c’è chi dà un’occhiata “a un giornale di tre mesi prima con la stessa attenzione che presterebbe a quello di oggi”, ci sono arzille vecchiette che si mettono a fare business speculando sulle case… e ci sono anche, per fortuna di tutti loro, un saggio sottufficiale dei carabinieri e un anziano, quanto saggio, professore che borbotta verità scomode e, di conseguenza, poco ascoltate.
Un romanzo corale dove, soprattutto, c’è il fiume, che si muove imperioso, sempre più gonfio d’acque pronte a travolgere e inghiottire tutto, ma pronte a rifiutare e sputare fuori un disgraziato imprenditore. Disgraziato perché finito in partnership con la mafia. Disgraziato perché, per evitare un fallimento, è finito in guai ancora più grossi e preferisce sparire e fingersi smemorato, senza rendersi conto che così diventa ancora più visibile. Sulle sue piste cronisti d’assalto, tre operai bergamaschi della sua fabbrica che reclamano denaro arretrato e un, per fortuna sua, poco efficiente killer catanese. Tranquilli, non ci si perde, Natalino Balasso controlla con abilità vicende e personaggi maggiori e minori offrendo soddisfazione al lettore.